Il 4 novembre 2021 ricorre il centenario del Milite Ignoto. Si tratta di un soldato italiano, la cui identità è sconosciuta, che è morto al fronte durante la prima guerra mondiale. È sepolto a Roma, all’Altare della Patria al Vittoriano, precisamente al centro, sotto la statua della dea Roma. La sua identità è ignota poiché rappresenta simbolicamente tutti i caduti e dispersi in guerra italiani. Nonostante questo però ha tutta una storia dietro, riguardo l’istituzione del Milite Ignoto, la scelta della tomba, ma soprattutto la scelta del corpo del soldato.

L’IDEA – L’idea di un monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra, in particolare quelli le cui salme non erano state identificate, nasce subito dopo la fine del conflitto. Tra i principali sostenitori vi è il colonnello Giulio Douhet, che durante la guerra (ma anche dopo) aveva avuto vari contrasti con il comandante italiano Luigi Cadorna e le alte gerarchie militari. Come luogo di sepoltura, Douhet propone il Pantheon, già sede delle tombe dei re di d’Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I (e della moglie di quest’ultimo, la regina Margherita).

LA LEGGE – Il progetto della “Sepoltura della salma di un soldato ignoto” approda anche in Parlamento. La proposta di legge viene presentata alla Camera nel giugno 1921 (quando al Governo c’era Giolitti), mentre arriva in Senato nell’agosto dello stesso anno (con Bonomi nuovo Capo del Governo). Infine la legge viene approvata (con votazione a scrutinio segreto), firmata dal re Vittorio Emanuele III e pubblicata in Gazzetta ufficiale il 20 agosto 1921. Essa stabilisce, tra le altre cose, il luogo di sepoltura: non il Pantheon (che rimane destinato alle spoglie dei re), ma l’Altare della Patria, anche per un più facile e ampio accesso da parte del popolo alla tomba. Inoltre il 4 novembre 1921 (terzo anniversario della fine della prima guerra mondiale) viene dichiarato giorno festivo, dedicato alla celebrazione del soldato ignoto.

LA SCELTA DELLA SALMA – Dopo l’approvazione della legge iniziano le procedure per la scelta del corpo di un militare italiano sconosciuto, di cui viene incaricata un’apposita commissione. Per prima cosa vengono individuate undici salme non identificate nel tentativo di includere tutti i luoghi del fronte italiano. Vengono così scelti corpi rinvenuti a Rovereto, Cortina d’Ampezzo, sul Pasubio, sul Monte Grappa, a Conegliano, e via dicendo. Le undici bare (identiche per forma e dimensioni) vengono collocate nella basilica di Aquileia (nel Friuli) e qui la mattina del 28 ottobre la madre di un caduto non riconosciuto viene incaricata di sceglierne una. Si chiamava Maria Maddalena Blasizza, di Gradisca d’Isonzo: suo figlio Antonio Bergamas morì nel giugno del 1916 e venne sepolto in un cimitero al fronte poi bombardato, cosa che rese impossibile il riconoscimento della salma.

A ROMA – Inizia così il viaggio di un treno speciale che da Aquileia trasporta la bara del Milite Ignoto fino a Roma. Al suo passaggio Il convoglio viene salutato con lanci di fiori da grandi folle. Venezia, Bologna, Firenze sono solo alcune delle varie fermate che fa il treno, in un viaggio durato 4 giorni. La mattina del 2 novembre la salma del Milite Ignota arriva alla stazione di Roma, accolta dal re, dalle varie cariche dello Stato e dagli alti comandi militari. Due giorni dopo la bara viene portata in corteo all’Altare della Patria e viene posta nella tomba proprio sotto la grande statua della dea Roma.

LE CELEBRAZIONI – Il lutto per i caduti della Grande Guerra si lega alla retorica nazionalista e militarista che si diffonde in Italia e infatti già l’anno seguente, dopo la marcia su Roma e la presa del potere da parte di Mussolini (fine ottobre 1922), il Milite Ignoto diventa un forte simbolo della propaganda fascista. Dopo la seconda guerra mondiale invece il Milite Ignoto diventa a tutti gli effetti simbolo dei caduti e dispersi italiani di tutte le guerre. Per questo motivo la tomba è sempre presieduta da due militari ed è luogo di cerimonie ufficiali e omaggi, in modo particolare il 25 aprile (anniversario della Liberazione d’Italia), il 2 giugno (Festa della Repubblica Italiana) e il 4 novembre (Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate).

Il 4 novembre 2021 si celebra dunque il centenario del Milite Ignoto, un simbolo importante (civile e militare) del nostro Paese, un simbolo che ha alle spalle una storia importante, patrimonio della nostra cultura. Il 4 novembre è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, nata per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, ma importante ancora oggi perché ci ricorda il sacrificio di chi ha combattuto nelle due guerre mondiali e in tutte le altre guerre, chi ha dato la vita per il nostro Paese. Il 4 novembre 2021 è un giorno importante.