Ogni giorno 89 donne in Italia sono vittime di reati di genere, e nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. L’80% di queste donne è di nazionalità italiana, mentre il restante 20% ha cittadinanza straniera (di cui 24% romena, 14% marocchina, 6% ucraina, ecc.).

Nel 2021 fino ad oggi sono stati commessi 109 femminicidi (in media viene uccisa 1 donna ogni 3 giorni). Si tratta del 41% della totalità degli omicidi commessi nel Paese. Nello stesso periodo dello scorso anno (1 gennaio – 21 novembre 2020) furono 101, mentre nell’intero 2020 sono stati 116, nel 2019 invece 111. Nel 72% dei casi l’autore è il marito/convivente o l’ex marito/convivente della donna (mentre nel 20% dei casi è il fidanzato o ex e nell’8% uno spasimante). Nel 40% dei casi la vittima lascia figli piccoli.

Il dato che preoccupa è l’aumento rispetto allo scorso anno: +8% di femminicidi, +5% dei delitti commessi in ambito familiare-affettivo, +7% delle donne uccise per mano del partner o ex partner.

Nel 2020 (anno segnato dalla pandemia e dal lockdown) le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019. Nel 2020, 15.837 donne hanno concordato con un Centro antiviolenza e iniziato un percorso personalizzato di uscita dalla violenza. Il 18,4% di queste donne ha un’età compresa tra i 16 e i 29 anni, il 26,9% tra i 30 e i 39 anni, il 29,4% tra i 40 e i 49 anni. Nell’89,3% dei casi la donna ha subito violenza psicologica, mentre il 66,9% ha subito violenza fisica.

Dall’entrata in vigore (agosto 2019) della legge a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (il cosiddetto “Codice Rosso”) sono stati 4.234 i casi in tutta Italia. In particolare Sicilia (585), Lazio (452), Lombardia (398), Piemonte (386) e Campania (340) sono le Regioni con il maggior numero di violazioni.