IL DOLORE, IL RICORDO E LA VERITÀ: ovvero le parole di Mattarella per il 40° anniversario delle stragi di Ustica e di Bologna

Il giorno 30 luglio 2020 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita presso la città di Bologna, in occasione del 40° anniversario delle stragi di Ustica e di Bologna.

Nella commemorazione presso la sala d’aspetto della stazione Mattarella ha pronunciato alcune importanti parole, sottolineando l’importanza di tre in particolare: dolore, ricordo e verità. Qui sotto un estratto del suo discorso.

Vi sono poche parole da poter pronunziare, e sono: dolore, ricordo, verità.

Il dolore per le vittime, per tante donne, uomini e bambini assassinati dalla violenza del terrore stragista. Ognuna di queste persone aveva una storia, una prospettiva di vita, un futuro che è stato rimosso, sottratto loro e cancellato.

È stata sconvolta la vita di molti familiari delle vittime. Questo ha indebolito il nostro Paese nella sua società, complessivamente, privandolo di storie di futuro dei suoi cittadini e di tante persone che erano qui in quel 2 agosto, come queste foto manifestano e ricordano.

Questo dolore non è estinguibile; è una ferita che non può rimarginarsi e che per questo motivo chiede ricordo. Il ricordo delle vittime, anzitutto, di quel che è avvenuto, per essere vigili, per evitare che si ripetano, che si ripeta qualunque avvisaglia di strategie del terrore come quella che allora fu messa in campo.

Nel ricordo rientra anche rammentare la reazione di Bologna e dei bolognesi. Una reazione immediata di soccorso per i feriti; una reazione civile, determinata, composta, con molta forza, a difesa della vita, della libertà, della democrazia contro lo stragismo e la strategia del terrore. Una reazione che è stata accompagnata da tutta Italia; una reazione che ha rafforzato la nostra democrazia e ha sconfitto lo stragismo e le sue strategie criminali.

Questo ricordo, naturalmente, sarebbe incompleto e inefficace se non accompagnato, come è stato fatto in questi anni costantemente dai familiari delle vittime e dall’Associazione che li rappresenta, dalla richiesta di verità piena.

E questo è il terzo elemento che vorrei sottolineare: l’esigenza di piena verità, l’esigenza di giustizia, di verità completa che è stata perseguita con determinata e meritoria ostinazione dall’azione giudiziaria, dalla sollecitazione dei cittadini, dei familiari delle vittime contro ogni tentativo di depistaggio e di occultamento.

Questo richiede, naturalmente, che si faccia di tutto, con impegno completo e senza alcuna riserva, perché la verità venga raggiunta in pieno.

Nella giornata del 30 luglio 2020, a Bologna, Mattarella ha partecipato alla Messa officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi (Arcivescovo Metropolita di Bologna) nella cattedrale di San Pietro, ha deposto una corona di fiori sulla lapide nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria che ricorda le vittime della strage di Bologna, ha incontrato Paolo Bolognesi (Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980) e una rappresentanza di parenti, infine ha visitato il Museo per la Memoria di Ustica, accompagnato da Daria Bonfietti (Presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica) da Lorenzo Balbi (Direttore del Museo), da alcuni familiari delle 81 vittime della tragedia.

[Il discorso integrale di Mattarella è visibile qui, mentre tutto il materiale online è visitabile qui]