I giorni, i mesi, gli anni, trascorrono sempre più veloci. Le nostre vite sono sempre in movimento. Dinamismo, velocità, ma anche fretta, e spesso superficialità. Corriamo, troppo, sempre.

Ecco, adesso è giunto il momento di fermarsi. Fermiamoci, perché ce n’è davvero bisogno. Per prevenire e combattere il contagio da coronavirus.

Fermiamoci e rimaniamo in casa. Si possono fare tante cose, restando a casa: leggere un libro, guardare un film, ascoltare la musica, suonare, studiare, disegnare, fare una torta, imparare una nuova lingua.

Fermiamoci. Come una nave, una barca, in porto, che getta l’ancora.

Fermiamoci, e riscopriamo cosa significa casa, famiglia, amore: valori importanti (e non così scontati), di cui spesso ci dimentichiamo. Prendiamoci del tempo per noi, per noi stessi, che ce n’è sempre bisogno.

In fin dei conti quello che ci viene chiesto è di stare fermi, di non fare niente. Non è poi una cosa così difficile. Ce la possiamo fare, anzi ce la dobbiamo fare.

Restiamo a casa e fermiamo il contagio del coronavirus, non solo per noi, ma anche per tutte quelle persone, più anziane, più deboli, per le persone immunodepresse.

Restiamo a casa per lasciare agli ospedali lo spazio e il tempo per poter curare chi ha più bisogno, per poter portare avanti la loro attività ordinaria e straordinaria.

Arriveranno giorni migliori. Tutto questo passerà, e allora saremo più felici.

Andrà tutto bene, se restiamo a casa, se ci fermiamo. Dipende da noi.

Oggi più che mai, il futuro appartiene a noi. Il futuro dell’Italia è nelle nostre mani, facciamo tutti la nostra parte: rinunciamo a qualcosa per il bene della collettività, per il bene degli altri. Perché in gioco c’è la nostra salute, la salute (e la vita) dei nostri cari, dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri nonni.

Fermiamoci. E non rendiamo vani gli enormi sforzi che stanno facendo le donne e gli uomini che lavorano giorno e notte negli ospedali, che curano le persone, che salvano vite.

#iorestoacasa