Quasi sempre quando finisce qualcosa, in particolar modo un importante evento sportivo che dura più giorni, mi piace tirare le fila di quello che è successo, ripensare e riflettere su ciò che è andato meglio e su ciò che è andato peggio, rivedere i momenti più belli per fissarli nella memoria, capire cosa lascia questo evento e cosa verrà in futuro.



Ebbene, domenica 21 febbraio 2021 sono terminati i Mondiali di sci alpino, che si sono svolti a Cortina d’Ampezzo, in Italia.

Sono stati il primo grande evento sportivo organizzato dal nostro Paese nella pandemia.

Cortina e i Mondiali di sci

Non è la prima volta che Cortina ospita i Mondiali di sci alpino. Ma l’ultima volta è stata tanti anni fa, precisamente nel 1956, quando la città veneta ospitò i le Olimpiadi invernali e la prova sciistica olimpica valeva anche per il titolo mondiale. Fu tra l’altro la prima manifestazione olimpica tenutasi in Italia. Anche nel 1932 Cortina ospitò i Mondiali di sci alpino, mentre dovevano tenersi anche nel 1941 ma a causa della Seconda guerra mondiale furono annullati. Più che altro era da anni che Cortina si candidava ad organizzare questi Mondiali e solo nel 2016 è arrivata l’assegnazione per l’edizione 2021.

È da ricordare poi che Cortina e Milano ospiteranno le Olimpiadi invernali del 2026, importante occasione sportiva per il nostro Paese, che tornerà ad ospitare una manifestazione olimpica dopo 20 anni (l’ultima fu Torino 2006).


La cerimonia di apertura

Sicuramente il primo momento bello ed entusiasmante della rassegna iridata di Cortina è stata la cerimonia di apertura, che si è tenuta nel pomeriggio di domenica 7 febbraio.

Complice la fitta nevicata, la cerimonia è stata davvero spettacolare e ha visto l’esibizione, tra gli altri, dei cantanti Francesco Gabbani e Gianna Nannini.


Lo spettacolo delle Frecce Tricolori


Invece il momento non sportivo più emozionante di questi Mondiali è stato il sorvolo delle Frecce Tricolori domenica 14 febbraio.

Vedere (purtroppo solo in televisione) la formazione italiana volare tra le Dolomiti e le vallate, lasciare le scie tricolori, con l’inno di Mameli suonato dalla banda, è stato qualcosa di meraviglioso.

Qui sotto un video e alcune foto.


I (pochi) risultati dell’Italia

Purtroppo il Mondiale non ha avuto solo momenti belli. Ci sono stati infatti anche aspetti negativi: il principale è stato indubbiamente lo scarso bottino di medaglie conquistate dall’Italia, ovvero un oro e un argento.

Certamente hanno pesato gli infortuni di Nicol Delago (che a inizio dicembre, durante una sessione di allenamento, ha riportato la rottura del tendine d’Achille della gamba sinistra) e di Sofia Goggia (che a fine gennaio, una settimana prima dei Mondiali, durante l’allenamento, si è fratturata il piatto tibiale del ginocchio destro).

Altrettanto certamente ha pesato l’assenza di pubblico, mancando quindi il sostegno diretto dei tifosi italiani ai nostri atleti.

Oltre a questo, però, sotto le aspettative sono stati i risultati e le prestazioni ad esempio di Marta Bassino nello slalom gigante (ne ha vinti 4 su 6 in Coppa del Mondo in questa stagione), di Federica Brignone in particolare nello slalom gigante (di cui ha vinto la Coppa del Mondo di specialità l’anno scorso) e in generale nelle altre gare (da ricordare che l’anno scorso vinse la Coppa del Mondo generale), di Dominik Paris in particolare nel Super-G (dove nel 2019 vinse l’oro mondiale e la Coppa del Mondo di specialità) e anche nella discesa libera. Per tutto questo, Rai Sport sostiene che in fin dei conti per l’Italia è stato un “Mondiale deludente”, con “più rimpianti che medaglie per l’Italia”.

Oltre alle due medaglie (che approfondiamo qui sotto) e considerando solo le prime dieci posizioni l’Italia ha ottenuto:
– Uomini: 4° e 6° posto nella discesa libera, 5° posto nel Super-G, 4° posto nello slalom, 7° posto nella combinata, 5° posto nel parallelo
– Donne: 8° posto nella discesa libera, 10° posto nel Super-G, 4° e 6° posto nella combinata, 6° posto nella combinata

L’impresa d’oro di Marta Bassino

Il momento sportivo più emozionante è stata ovviamente la vittoria di Marta Bassino (classe 1996, originaria della provincia di Cuneo) che martedì 16 febbraio ha conquistato la medaglia d’oro, laureandosi quindi campionessa mondiale, nello slalom parallelo.

Tra l’altro è stata anche la prima volta in cui questa disciplina ha fatto parte di una rassegna iridata. Prima volta e l’Italia c’è, ha vinto.


Si è trattato anche di un successo davvero storico. Erano infatti addirittura 24 anni che una sciatrice italiana non vinceva l’oro mondiale. L’ultima volta che l’Italia ha conquistato il gradino più alto del podio è stata ai Mondiali casalinghi di Sestriere nel 1997 (due ori di Deborah Compagnoni e un oro di Isolde Kostner). L’ultimo oro maschile invece è degli scorsi Mondiali, quelli disputati in Svezia, ad Are, nel 2019 (oro di Dominik Paris).


Ma l’impresa (perché di questo si tratta) realizzata da Marta Bassino è stata emozionante anche per il modo in cui è arrivata.

Piccola premessa (chi già sa come è funzionato il parallelo ai Mondiali può saltare questo paragrafo in corsivo). Lo slalom parallelo consiste in una sfida 1 contro 1 in due manche: vince chi realizza il tempo complessivo minore nelle due prove. Nella seconda manche gli sciatori scendono lungo la pista in cui aveva percorso la prima manche l’avversario: insomma, tra una manche e l’altra si invertono le piste di gara (blu e rossa). C’è poi un tabellone, dove gli atleti si scontrano tra di loro a eliminazione diretta: chi vince passa alla fase successiva fino a quando non rimangono in due che si contendono la finale. Nello slalom parallelo di questi Mondiali ci sono state però alcune evidenti particolarità (per non dire criticità) che hanno caratterizzato la gara. Infatti le due piste si sono dimostrate oggettivamente diverse, con il percorso blu nettamente più insidioso, difficile e quindi lento, mentre il rosso più facile e quindi con più possibilità di vincere. A ciò si è aggiunto il regolamento sui tempi: chi arrivava secondo nella prima manche otteneva un distacco forfettario massimo di 5 decimi, mentre nella seconda manche si calcolava il distacco effettivo tra i due contendenti. Delle due cose (differenza di pista e regolamento sui distacchi) hanno oggettivamente ed evidentemente beneficiato gli sciatori che disputavano la prima manche sulla pista blu, accusando massimo un +0,50’, e potendo recuperare e vincere nella seconda manche sulla pista rossa dove l’avversario invece poteva andare oltre il +0,50’. Fine della premessa, torniamo alla vittoria della Bassino.



Nella mattinata l’azzurra si era qualificata alla fase finale per un solo centesimo, centrando l’ultimo posto utile. Poi nel pomeriggio ha superato la slovena Meta Hrovat agli ottavi, l’altra italiana Federica Brignone ai quarti, la francese Tessa Worley in semifinale e infine l’austriaca Katharina Liensberger in finale, battendole tutte in rimonta (grazie anche alla possibilità di disputare la prima manche sulla pista blu e la seconda su quella rossa).

In particolare semifinale e finale sono state a dir poco rocambolesche. Nella prima manche della semifinale ha accusato un gap di 48 centesimi dalla francese Worley, per poi recuperarlo nella seconda manche e arrivare ex aequo con l’avversaria, ma passando il turno in virtù del miglior tempo nella seconda manche (altra questione di regolamento). Stessa cosa in finale contro l’austriaca Liensberger, ottima slalomista: la Bassino chiude la prima manche con il distacco massimo di 50 centesimi, mentre sulla pista rossa li recupera tutti e anche stavolta arrivano pari al fotofinish, vincendo così in virtù del regolamento di cui sopra.

Bisogna comunque dire che successivamente la FIS (Federazione Internazionale Sci) ha poi deciso che la regola della vittoria, in caso di ex equo, a chi ha fatto meglio nella seconda manche, non valeva per la finale e ha quindi assegnato la medaglia d’oro a entrambe le sciatrici.

L’argento di Luca De Aliprandini

L’altro grande risultato italiano arriva tra gli uomini, grazie a Luca De Aliprandini (classe 1990, originario della provincia di Trento) che venerdì 19 febbraio ha vinto la medaglia d’argento, laureandosi quindi vice campione mondiale, nello slalom gigante.

Dopo una prima manche chiusa al secondo posto, a 40 centesimi dal super favorito, il francese Alexis Pinturault, l’azzurro finisce la seconda manche a 63 centesimi dal vincitore, l’altro francese Mathieu Faivre, e 24 centesimi davanti all’austriaco Marco Schwarz (Pinturault invece è incredibilmente uscito di pista nella seconda manche).

Una gioia immensa per De Aliprandini, che conquista il suo primo podio in carriera.

Chi ha vinto

Un dato appare davvero incredibile e indicatore del monopolio della vittoria nel mondo dello sci alpino. Su un totale di 39 medaglie assegnate a questi Mondiali, solo 10 nazioni sono riuscite a conquistare almeno una medaglia (10 nazioni su 71 in gara).

Ad ottenere più medaglie d’oro (5) è stata l’Austria, mentre la nazione con più medagli totali (9) è stata la Svizzera. Gli atleti con più ori (2) sono stati gli sciatori Vincent Kriechmayr (Austria) e Mathieu Faivre (Francia) e le sciatrici Katharina Liensberger (Austria) e Lara Gut-Behrami (Svizzera). Mentre l’atleta con più medaglie totali è stata Mikaela Shiffrin, capace di salire sul podio 4 volte su 6 gare disputate (1 oro, 1 argento, 2 bronzi).

Questo è il medagliere completo di Cortina 2021:

pos.Nazione🥇🥈🥉tot
1🇦🇹Austria5128
2🇨🇭Svizzera3159
3🇫🇷Francia2125
4🇳🇴Norvegia2013
5🇺🇸Stati Uniti1124
6🇮🇹Italia1102
7🇩🇪Germania0314
8🇸🇰Slovacchia0202
9🇭🇷Croazia0101
9🇸🇪Svezia0101


Ecco invece l’elenco completo con i nomi e le rispettive nazionalità e discipline di tutti i vincitori dei Mondiali di sci alpino di Cortina 2021.

Uomini
– Discesa: Vincent Kriechmayr (Austria)
– Slalom: Sebastian Foss Solevåg (Norvegia)
– Combinata: Marco Schwarz (Austria)
– Gigante: Mathieu Faivre (Francia)
– Super-G: Vincent Kriechmayr (Austria)
– Parallelo: Mathieu Faivre (Francia)

Donne
– Discesa: Corinne Suter (Svizzera)
– Slalom: Katharina Liensberger (Austria)
– Combinata: Mikaela Shiffrin (Stati Uniti)
– Gigante: Lara Gut-Behrami (Svizzera)
– Super-G: Lara Gut-Behrami (Svizzera)
– Parallelo: Marta Bassino (Italia) e Katharina Liensberger (Austria)

Misto
– Parallelo a squadre: Norvegia


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