Sono terminate le Olimpiadi di Tokyo 2020, previste l’anno scorso, ma rimandate al 2021 a causa della pandemia di coronavirus. Si sono così tenute dal 23 luglio all’8 agosto, hanno visto la partecipazione di 205 Paesi, e l’Italia ha ottenuto un risultato importante. Qui riassumo un po’ di cose, faccio qualche riflessione, riporto qualche numero, anche per superare un po’ la nostalgia e la malinconia da fine Olimpiadi (se volete farmi sapere cosa ne pensate, mi fa molto piacere).

Olimpiadi “strane”

Se dovessi scegliere un solo aggettivo per descrivere le Olimpiadi di Tokyo 2020 allora forse “strane” è l’aggettivo giusto. Anzitutto il fatto che si siano disputati senza pubblico ha reso particolari, strani, questi Giochi. E anche il fatto che siano stati disputati nel bel mezzo di una pandemia. Ma poi ci sono stati anche tanti risultati sportivi impensabili, inaspettati, appunto strani. Senza contare infine la stranezza di doversi alzare prestissimo la mattina (praticamente di notte) per guardare molte gare, molte finali, per poi veder terminare tutto subito dopo pranzo. Ovviamente ci sono anche altri aggettivi per descrivere questi Giochi Olimpici, soprattutto se guardiamo all’Italia. E allora queste Olimpiadi sono state incredibili, meravigliose, storiche.

Italia Team da record

Dal punto di vista dei risultati sportivi per l’Italia Team sono state Olimpiadi da record. 40 medaglie totali era qualcosa di mai successo per il nostro Paese (il massimo era stato 36 a Los Angeles 1932 e Roma 1960). E non era nemmeno mai successo di salire sul podio tutti i giorni delle Olimpiadi o di conquistare medaglie in 19 differenti discipline (il precedente primato era di 15 giorni e 17 discipline ad Atene 2004). [QUI si possono leggere tutte le medaglie conquistate dall’Italia]

E poi sono arrivati tanti altri record. Sul podio olimpico nel sollevamento pesi dopo 37 anni (con Mirko Zanni, bronzo, e Antonino Pizzolato, anche lui bronzo), la spada femminile a squadre sul podio dopo 25 anni, oro nella vela dopo 21 anni, oro nel ciclismo su pista dopo 61 anni, la canoa velocità sul podio olimpico dopo 13 anni (con Manfredi Rizza, argento). Le cinque medaglie in cinque Olimpiadi di Aldo Montano. Federica Pellegrini prima nuotatrice in finale nella stessa disciplina (i 200 stile libero) in 5 Olimpiadi consecutive (come lei, ma al maschile, solo Michael Phelps). Sempre nel nuoto è arrivata la prima medaglia della storia nella farfalla (con Federico Burdisso, bronzo). La prima medaglia di sempre nella 4×100 stile libero. Tante prime volte soprattutto al femminile: prima medaglia di sempre nel sollevamento pesi femminile (con Giorgia Bordignon, argento), prima medaglia di sempre nel canottaggio femminile (con Valentina Rodini e Federica Cesarini, oro), prima medaglia di sempre nel tiro con l’arco femminile (con Lucilla Boari, bronzo), prima medaglia di sempre nella ginnastica artistica femminile individuale (con Vanessa Ferrari, argento), prima medaglia di sempre nel pugilato femminile (con Irma Testa, bronzo). Gianmarco Tamberi prima medaglia olimpica italiana nel salto in alto maschile e oro 41 anni dopo Sara Simeoni. Primo italiano di sempre (Jacobs)nella finale olimpica dei 100 metri, e ovviamente primo italiano a vincerla.

Grandi storie

E sempre riguardo gli azzurri, sono state Olimpiadi ricche anche di grandi storie. Una su tutti: l’oro di Tamberi nel salto in alto, dopo l’infortunio che gli fece saltare Rio 2016, il gesso portato a Tokyo, l’emozione, la gioia sulla pista giapponese. E poi tante altre. Il riscatto e la grinta di Vanessa Ferrari, che vince una meritatissima medaglia alla sua quarta Olimpiade, a quasi 31 anni, dopo varie difficoltà e tanti sacrifici (e anche alcuni quarti posti ingiusti). Luigi Busà bullizzato da piccolo perché obeso, e che va a coronare un sogno vincendo un grande oro nel karate. Il riscatto di Lucilla Boari, bronzo nel tiro con l’arco, dopo che cinque anni fa un giornale aveva definito lei e le sue compagne di squadra “cicciottelle”. La storia del rapporto tra Jacobs e suo papà. Ma anche la storia di Desalu e di sua mamma, badante, che per lavoro non può partecipare alla trasmissione su Rai 2. Gregorio Paltrinieri che vince due medaglie, di fatto in due discipline differenti, nonostante la mononucleosi presa qualche settimana fa. E poi la Pellegrini in finale nei 200 stile libero per la quinta Olimpiade consecutiva. E ancora tante altre storie, di tanti atleti italiani.

Grandi medaglie

Olimpiadi con grandi storie, ma anche con grandi medaglie per la spedizione italiana in Giappone. Prime fra tutte quelle (incredibili) arrivate dall’atletica leggera. Qualcosa di impensabile. E domenica 1 agosto 2021 rimarrà per sempre una giornata storica per lo sport italiano. La vittoria di un italiano, Marcel Jacobs, nella gara regina delle Olimpiadi, i 100 metri piani, la gara olimpica più famosa, più seguita, del pianeta, è stato qualcosa di straordinario, meraviglioso, storico, immenso. In più, questo fantastico oro è arrivato qualche minuto dopo l’oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, per una domenica stratosferica. Ma poi anche l’ultimo venerdì di gare, con i 3 ori conquistati in un giorno: Palmisano nella marcia, Busà nel karate e addirittura la 4×100 maschile. Qualcosa di mitico. Ma sono state grandi medaglie anche gli ori del giovanissimo Vito Dell’Aquila (taekwondo) e di Valentina Rodini e Federica Cesarini nel canottaggio (emozionante la loro felicità sul podio al momento della premiazione). Ma poi in verità tutte le medaglie italiane sono state meravigliose: l’argento straordinario di Vanessa Ferrari, l’impresa di Gregorio Paltrinieri sia in vasca sia in acque libere, il bronzo del canottaggio nonostante il covid, l’oro di Massimo Stano nella marcia, quello nella vela, quello del quartetto di ciclismo su pista, eccetera eccetera.

Qualche delusione

Il grande risultato ottenuto dal gruppo azzurro non riesce però a distogliermi da alcune delusioni, da alcuni atleti da cui ci si aspettava di più in termini di risultati sportivi (cosa che ci avrebbe permesso di finire con un risultato ancora più da record). Sono principalmente tre le grandi delusioni, secondo me: la scherma, il tiro, gli sport di squadra. Certamente, la scherma è tornata a casa con ben 5 medaglie (1 in più di Rio 2016, ma 2 in meno di Londra 2012 e Pechino 2008). Ma sono mancati gli ori che da tempo impreziosiscono il medagliere italiano (1 a Rio, 3 a Londra, 2 a Pechino). Sono mancati probabilmente il cinismo, la concentrazione, la grinta. La squadra di spada maschile è uscita già al primo contro, così come quella di fioretto. Sempre nel fioretto, ma al femminile, le ragazze si sono fatti incredibilmente rimontare dalla Francia in semifinale. Nell’individuale invece nessun podio al femminile e solo due al maschile, con in totale due finali 3°/4° posto perse. Nel tiro (a volo e a segno) addirittura solo una medaglia, quella d’argento di Diana Bacosi, che non riesce a confermare l’oro di Rio 2016. Delusione invece per la portabandiera Jessica Rossi che non approda nemmeno in finale, e poi per tutti gli uomini, ma veramente in grado di fare qualcosa di importante. Infine gli sport di squadra, dai quali (tolto il basket, che ha fatto qualcosa di grandioso) ci si aspettava davvero molto di più. I ragazzi del volley hanno giocato sottotono la partita contro l’Argentina credendola (erroneamente) più scarsa di noi. Le ragazze invece si sono complicate la vita nel girone perdendo contro la Cina (già eliminata), cosa che ha decretato il difficile (se non impossibile) quarto di finale contro la Serbia. E poi il Settebello da cui, sempre contro la Serbia, ci si aspettava un approccio diverso alla partita.

Tante speranze

Nonostante queste delusioni, la spedizione azzurra a Tokyo 2020 torna a casa anche con tante speranze future, in particolare nell’atletica, una disciplina che in genere non ha regalato grandi emozioni all’Italia. I vari record personali o nazionali stabiliti sulla pista giapponese, i numerosi approdi in finale, la giovane età della maggior parte degli atleti italiani, le buone prestazioni di molti di loro, lasciano sperare in un futuro sportivo positivo (già in vista di Parigi 2024). E poi chiaramente ci sono speranze anche per tanti altri sport e atleti: la grandezza di Paltrinieri che riesce a vincere nonostante la mononucleosi, le già citate tante prime volte a medaglie per molti sport al femminile, il ciclismo su pista

Cose da fare

È stata una spedizione italiana importante e con buoni risultati, ma non bisogna far cadere nel vuoto tutto quello che di buono è stato fatto. C’è l’assoluta necessità che l’Italia, il Paese in generale, a partire soprattutto da chi governa, si impegni per migliorare lo sport italiano. Anzitutto serve costruire maggiori infrastrutture sportive e migliorare quelle che ci sono già. Un esempio su tutti (perché è quello che conosco, ma ce ne sono altri e di ben peggiori): per praticare ciclismo su pista in Italia esiste di fatto un solo velodromo, un solo impianto coperto, quello di Montichiari (in provincia di Brescia). È qualcosa di assurdo per un grande ed evoluto Paese come il nostro (e, lo ripeto, ci sono anche situazioni peggiori). Bisogna costruire campetti da basket, piscine, piste di atletica, palestre, in molte città, in molti paesi: è impensabile essere costretti a spostarsi molto lontano da casa, spesso a cambiare regione e vita, per coltivare la propria passione sportiva. E poi bisogna incrementare lo sport nelle scuole, far conoscere vari sport agli studenti fin da quando sono bambini, stimolare la partecipazione sportiva dei bambini, dei ragazzi, dei giovani. E bisogna sempre più adoperarsi affinché i ragazzi e le ragazze non siano costretti a scegliere se avere buoni voti a scuola o se praticare attività sportiva.

Il resto delle Olimpiadi

Ovviamente non c’è stata solo l’Italia alle Olimpiadi e ci sono stati momenti importanti, atleti straordinari e risultati storici anche tra gli altri Paesi.

Partiamo dal nuoto. Ci si aspettava molto dalla statunitense Katie Ledecky (4 ori e 1 argento a Rio), che torna a casa da Tokyo con 2 ori e 2 argenti. La grande impresa al femminile è invece dell’Australia, che è salita sul gradino più alto del podio nei 50 e 100 metri stile libero con Emma McKeon, nei 200 e 400 metri stile libero con Ariarne Titmus, in tutte e due le gare del dorso con Kaylee McKeown, e poi con le staffette 4×100 stile libero e 4×100 misti. In totale gli australiani conquistano 9 ori, 3 argenti e 9 bronzi (21 medaglie totali nel nuoto), con McKeon che torna a casa con 4 ori e 3 bronzi. Al maschile invece dominio dello statunitense Caleb Dressel che porta a casa 5 medaglie, tutte d’oro: 50 e 100 metri stile libero, 100 metri farfalla e le staffette 4×100 stile libero e 4×100 misti. Designato erede del grande Michael Phelps, per il momento non ha deluso.

Nell’atletica leggera spicca invece la grande impresa dell’americana Allyson Felix, che a quasi 36 anni, grazie alle due medaglie giapponesi (un oro e un bronzo), è diventata la donna più medagliata nell’atletica leggera nella storia delle Olimpiadi (7 ori, 3 argenti, 1 bronzo in totale). Mentre la giamaicana Elaine Thompson-Herah ha vinto 100 e 200 metri (proprio come a Rio 2016) e anche la 4×100. Al maschile invece, dopo le grandi imprese di Bolt, la Giamaica è di fatto quasi scomparsa (un oro nei 110 ostacoli). Da menzionare è anche l’incredibile record del mondo nei 400 ostacoli del norvegese Karsten Warholm, anche lui incredulo al traguardo.

E poi tanto altro. Il settimo oro consecutivo per gli Stati Uniti nel basket femminile, il quarto di fila al maschile. L’incredibile e inaspettato oro olimpico della Nazionale francese di volley maschile, trascinata da un sontuoso Earvin Ngapeth. Sorpresa anche nel volley femminile, dove a trionfare sono state le americane (con il ct diventato l’unico ad essere riuscito a vincere l’oro olimpico sia da giocatore sia da allenatore). La straordinaria impresa dello sloveno Primoz Roglic nella prova a cronometro di ciclismo su strada. La vittoria un po’ a sorpresa nel tennis del tedesco Alexander Zverev, che in semifinale ha battuto il super favorito e numero 1 al mondo Djokovic (chiedendogli anche scusa). I giovanissimi podi nello skateboard. L’oro di Tom Daley nei tuffi.

Conclusioni olimpiche

In conclusione, sono state belle Olimpiadi quelle di Tokyo. Certo, è stato strano vederle in questo periodo di pandemia e strano doversi alzare presto per vedere gare importanti. È stato emozionante, incredibile, indimenticabile, vedere un italiano vincere la gara olimpica più importante, i 100 metri. È stato super bello vedere gli azzurri vincere così tante medaglie. Per chi ama lo sport, le Olimpiadi sono sempre qualcosa di meraviglioso. Io ho cercato di tenervi aggiornati, soprattutto sul Canale Telegram, ma anche qui sul Blog: quello che ho scritto rimane (QUI c’è lo speciale completo). E se vi va di farmi sapere cosa ne pensate, potete scrivermi.