È una Pasqua strana, inconsueta. Mai avrei (e avremo) pensato di trascorrerla così. A chi oggi (e sempre) lavora in prima linea negli ospedali, ai medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i volontari, a chi lavora nei centri di cura, nelle case di riposo, sulle ambulanze, alle forze dell’ordine e alla Protezione Civile, a chi oggi lavora e a chi oggi non ha la possibilità di festeggiare, a chi è malato (di questo virus o di altre malattie), a chi in questa emergenza ha perso una persona cara, ai sindaci che si adoperano per il bene dei propri concittadini, a chi lavora nei supermercati, nelle farmacie, ai trasportatori, gli autisti, gli agricoltori, a chi vive di ristorazione, di cultura, di turismo, a chi lavora nei settori più colpiti da questa crisi sanitaria ed economica, ai nonni che sono soli, alle famiglie separate da queste (giuste) norme restrittive, a chi rispetta le regole (per il bene di tutti), a chi crede che (nonostante tutto) andrà tutto bene, agli insegnanti e agli studenti, a chi ha figli piccoli e non ha nemmeno un giardino, a chi cresce il proprio figlio da solo, alle famiglie che vivono in un bilocale, a chi non ha una famiglia e a chi non ha nemmeno una casa, a chi oggi si è comunque messo il vestito bello della domenica, a chi è consapevole di essere (nonostante tutto) un privilegiato, un fortunato, a chi in questo periodo ha riscoperto la bellezza e l’importanza delle piccole cose… a tutti voi, a tutti noi, l’augurio che questa Pasqua 2020 possa essere davvero una “rinascita” e possa  donarci la felicità per la nostra vita, la speranza di un futuro migliore, il sollievo per le situazioni negative, e poi forza, coraggio, amore. Buona Pasqua!