Sabato 30 e Domenica 31 ottobre 2021 si è svolto a Roma il vertice del G20, ovvero il forum internazionale che coinvolge i Paesi più industrializzati al mondo. Creato nel 1999 per far fronte alle varie crisi finanziarie, inizialmente vedeva coinvolti solo i ministri delle Finanze dei Paesi membri. È invece solo dal 2008 (a seguito della grande recessione) che si incontrano annualmente anche e soprattutto i capi di Stato e di Governo. Va detto comunque che il G20 è un evento che dura tutto l’anno e coinvolge i Paesi membri e i loro specifici ministri su svariati aspetti e questioni (dall’economia alla cultura, dall’agricoltura al lavoro, dalla sanità ai trasporti, e via dicendo).

Per la prima volta nella storia il G20 è stato ospitato e presieduto dall’Italia. L’anno scorso fu invece ospitato dall’Arabia Saudita, mentre nel 2022 a detenere la presidenza sarà l’Indonesia. I due principali temi del G20 di Roma sono stati la lotta alla pandemia da coronavirus e la questione climatica, ma si è discusso anche di altro (per esempio di questioni economiche). È stato di fatto il primo summit in presenza dopo la pandemia e la prima cosa da notare è l’assenza di due figure importanti: Xi Jinping e Putin, presidenti rispettivamente di Cina e Russia, due Stati chiave nelle dinamiche geopolitiche attuali.

Nell’intervento di apertura del G20 il premier italiano Mario Draghi ha sostenuto l’importanza del multilateralismo, considerato come “la migliore risposta ai problemi che affrontiamo oggi: per molti versi, è l’unica soluzione possibile”. Ha poi detto che: “Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, fare tutto questo da soli, semplicemente, non è un’opzione possibile. Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per superare le nostre differenze. E dobbiamo riaccendere lo spirito che ci ha portati alla creazione e al rafforzamento di questo consesso” (il testo completo dell’intervento di Draghi è sul sito web di Palazzo Chigi, QUI).

Sono stati due giorni intensi, con vari incontri, confronti, dialoghi, tra i vari capi di Governo e di Stato, ma non solo. Sono stati coinvolti infatti anche organizzazioni e enti sovranazionali, come ad esempio l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Infine domenica è stata adottata la cosiddetta G20 Rome Leaders’ Declaration, la dichiarazione finale del G20 (disponibile in lingua inglese sul sito web ufficiale del G20, QUI), dove in una ventina di pagine sono riportate in maniera dettagliate le varie decisioni prese dai leader sulle varie questioni affrontate: economia e finanza, sanità, agricoltura e cibo, ambiente ed energia, città, questione di genere, e via dicendo.

Prima e principale questione affrontata al vertice è stata la lotta alla pandemia e quindi la campagna vaccinale. Obiettivo prefissato da tempo era ed è la vaccinazione di almeno il 40% della popolazione mondiale entro la fine di quest’anno. Ad oggi il 39% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, quindi tale obiettivo è di fatto a portata di mano. Il problema riguarda piuttosto la disparità nella distribuzione geografica dei vaccini. L’obiettivo che si è dunque dato il G20 è quello di vaccinare il 70% della popolazione della Terra entro la metà del 2022 e impegnarsi a fornice più vaccini ai Paesi più poveri.

Per quanto riguarda invece l’altra grande questione del G20, ovvero quella climatica, le principali decisioni prese dai leader sono l’azzeramento delle emissioni nette entro la metà di questo secolo circa e la limitazione a 1,5 °C dell’aumento della temperatura media della Terra fino al 2030. Si tratta di due decisioni importanti, ma un po’ vaghe e soprattutto meno ambiziose di quanto molti sperassero. Nel frattempo è appena iniziata a Glasgow (in Scozia) la COP26, ovvero la conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite, dove (si spera) continueranno i negoziati per misure più decise e determinanti.

Non si è parlato solo di vaccini e clima al G20, ma anche di questioni economiche. In modo particolare è stata confermata la tassa minima globale sulle multinazionali, fissata al 15% e con la redistribuzione degli introiti verso i Paesi in cui queste aziende operano e vendono i loro prodotti. La tassa dovrebbe entrare in vigore entro il 2023.

Il G20 è stata anche l’occasione di alcune importanti riappacificazioni. C’è stato infatti un incontro bilaterale, a margine del vertice internazionale, tra Draghi ed Erdogan (definito tempo fa “dittatore” dal premier italiano). Anche Ursula von der Leyen ha accettato di incontrare e soprattutto di stringere la mano al presidente turco, dopo la vicenda del famoso sgarbo della mancanza della sedia per la presidente della Commissione europea al vertice Ue-Turchia di alcuni mesi fa. Si è riappacificato anche il presidente francese Macron con quello americano Biden, accusato in precedenza di aver fatto un accordo militare con l’Australia (e la Gran Bretagna) senza coinvolgere la Francia, importante partner militare per il Paese oceanico.

Sono stati due giorni con anche alcuni momenti iconici. Uno su tutti è certamente la foto di gruppo realizzata sabato. Infatti, dopo la tradizionale foto con tutti i leader politici, ne è stata scattata un’altra (a sorpresa) con anche i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari impegnati nella lotta al coronavirus. Un giusto riconoscimento, un’immagine del nostro tempo, una foto potente che resterà nella storia. Tra i momenti iconici va senza dubbio citata anche la passeggiata nel centro di Roma di domenica mattina e il tradizionale lancio della monetina a Fontana di Trevi da parte dei leader politici di mezzo mondo.

In conclusione, una cosa certamente da dire è che l’Italia ha ben figurato in questo importante incontro internazionale, interpretandone con valore la presidenza. Ma cosa resterà di questo G20? E soprattutto è stato un successo? Dal punto di vista delle relazioni internazionali, il rilancio del multilateralismo è sicuramente un aspetto positivo. Per quanto riguarda invece la questione climatica, sono stati raggiunti certamente degli accordi importanti per il nostro futuro, ma sicuramente si può (e si deve) fare ancora di più. Insomma, bicchiere mezzo pieno.



– Una versione più sintetica e in parte modificata di questo articolo è stata pubblicata anche nella sezioni Articoli del sito web del progetto Radio CAP: clicca qui per leggere!